sabato 29 luglio 2017

Maria pianse sui piedi di Gesù



Maria pianse sui piedi di Gesù -Prostituzione e obbedienza religiosa nella Bibbia
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di Chester Brown



volume unico
cartonato 11x19 cm
bianco e nero
280 pagine


traduzione di Michele Foschini (fumetto) e
Leonardo Favia (appendice e note)



Bao Publishing


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Se non avete altro da fare vorrei che prima di leggere le prescindibili righe che seguiranno, andaste a leggervi l'intervista a Chester Brown apparsa qualche tempo fa su Smokyland, l'ottimo blog dell'amico smokyman.
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Chester Brown (foto: Sook-Yin Lee da The Comics Alternative)
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Ricordo come fosse ieri la sorpresa, e la gioia, provata durante la lettura della prima opera a fumetti di Chester Brown pubblicata in Italia (Non mi sei mai piaciuto, edita nell'ormai lontano 1999 da Black Velvet): sono passati 18 anni e continuo a sentire un fascino immenso provenire da quella narrazione dimessa, tutto il contrario dell'esplosione di colori (e spesso di sciocchezze) di cui erano pieni i fumetti di supereroi che all'inizio di quel decennio avevo ricominciato a frequentare.
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. Quest'autore ha segnato per me - in modo del tutto casuale (sempre ammesso che esista il caso) - una sorta di spartiacque nelle mie letture fumettistiche ed ha perciò nella mia mente una certa, probabilmente irrazionale importanza.
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. Lo stile grafico di Chester Brown, evolutosi negli anni in modo quasi impercettibile è tra quelli che preferisco: apparentemente semplice, elegante ed essenziale, perfettamente fumettistico, cartoonesco ma non in senso comico, quasi stilizzato, ma senza rinunciare ad alcun particolare, anche minimo, utile alla storia. Potete vederlo nelle immagini in questa pagina e decidere si vi piace o meno.
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Il motivo principale per cui amo lo stile di Chester Brown è proprio il suo essere fumettistico, nella migliore accezione del termine, io amo molto i fumetti che sembrano (perché sono) fumetti; questo è l'unico, soggettivo, se volete ingenuo motivo per cui non ho mai amato disegnatori iperrealistici come ad esempio Alex Ross, tecnicamente eccelso ma che non mi emoziona e mi dà la sensazione di leggere un patinato fotoromanzo, più che un fumetto. [1]
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Naturalmente apprezzo moltissimo anche il suo modo di raccontare - il suo storytelling - la sua scansione regolare della tavola i suoi bianchi-e-neri senza compromessi.
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Non ho letto tutte le sue opere perché una resistenza diciamo così ideologica mi frena dalla lettura di quella che è la sua opera più controversa: Io le pago, a proposito del quale vi invito nuovamente, se ancora non l'avete fatto, a leggere l'intervista apparsa su smokyland.
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Per farla brevissima - necessariamente banalizzando la questione - a mio modo di vedere la prostituzione non è quasi mai (in realtà penso che non lo sia mai) una "scelta" da parte delle donne. [2] Per Chester Brown invece, il rapporto sesso per soldi è  naturale e anzi non solo accettabile, ma preferibile a una relazione monogamica duratura. 
Accetterei senza problemi questo discorso se il prostituto fosse lui, Chester Brown il quale per pura e consapevole scelta praticasse la prostituzione per il desiderio di avere rapporti sessuali con più persone, per denaro e senza coinvolgimento affettivo.
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Il fatto è che la maggior parte delle prostitute sono sottoposte invece a un dominio mafioso, maschilista, criminale e spesso estremamente pericoloso. Le prostitute, ovunque, non hanno diritti, spesso non sono considerate nemmeno persone ed è ben raro che qualcuno voglia avere una prostituta come amica o vicina di casa o partner affettiva.
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Non ho motivo di dubitare dell'onestà, della buona fede e della gentilezza di Chester Brown come persona, ma -viste anche le sue ultime opere a fumetti, tutte incentrate su questo tema - credo che sia un tantino ossessionato dalla prostituzione, proprio allo stesso modo in cui altr* saranno ossessionat* dalla monogamia.
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Questa sua, a mio modo di vedere, ossessione - che maliziosamente si potrebbe pensare abbia (anche) un certo carattere auto-assolutorio/giustificativo - ha portato l'autore canadese a produrre questa bella opera a fumetti dallo strano titolo: Maria pianse sui piedi di Gesù con l'ancor più strano sottotitolo Prostituzione e obbedienza religiosa nella Bibbia.
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Opera bella, certo (è pur sempre Chester Brown) ma non esente da difetti; un'opera che da un lato mi è molto piaciuta, dall'altro mi ha fatto anche arrabbiare. [Cosa che, detto tra noi, mi sembra positiva. Leggere cose "carine" e magari tranquillizzanti va bene, ma ogni tanto, magari anche spesso, fa bene leggere cose che fanno arrabbiare.]
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Cominciamo dai pregi di quest'opera: come dicevo, i disegni e lo storytelling di Chester Brown sono sempre accattivanti e Maria pianse... non fa eccezione. Qui l'autore sceglie di raccontare le sue storie - con l'eccezione di quella inserita tra le note (ci arriviamo tra un po') - sempre con la stessa gabbia di quattro vignette rettangolari verticali per pagina.
Anche grazie a questa scansione i racconti appaiono fruibilissimi, senza "buchi" di alcun genere, semplici da leggere senza alcuna accezione negativa al termine "semplici".

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I protagonisti, i personaggi, pur essendo a loro modo già strutturati da oltre un paio di migliaia di anni, sono ripresi dall'autore in un modo che è rispettoso delle fonti (la Bibbia) ma anche emotivamente, affettivamente personale. Questo, da lettore/lettrice, lo si sente molto e il risultato è una lettura calda e partecipata, a prescindere dalle ideologie religiose o anti-religiose di ognun*.

Maria pianse sui piedi di Gesù è composto da undici storie tratte dalla Bibbia (perché ovunque si parla di "nove" storie? Sarò io che con l'aritmetica non vado d'accordo, ma ne conto undici; contate con me: Caino e Abele, Tamar, Rahab, Rut, Betsabea, Maria madre di GesùI Talenti, Maria di Betania, Matteo, Il Figliol Prodigo e - tra le note - Giobbe. [3])
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Qui sopra ho grassettato e sottolineato la parola "note" perché è a mio parere si tratta di uno dei punti fastidiosi del libro.
Cito dall'intervista sul blog Smokyland [che mi auguro a quest'ora abbiate letto, pigron* che siete!]:
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[...] fai sempre più affidamento alle note testuali finali che aggiungono commenti e informazioni sulle tue vignette e tavole al fumetti. È stata una scelta consapevole?
Chester Brown: Ho inserito delle annotazioni finali già nel mio adattamento del Vangelo di Marco del 1987, per cui non è una novità per me. Il cambio di formato dagli albetti al libro mi ha probabilmente fatto capire che, se avessi voluto, avrei potuto approfondire maggiormente i temi trattati utilizzando delle note scritte.

[...]
Che riscontri hai avuto? Sei soddisfatto dei risultati?
Chester Brown: Tendenzialmente, ai “puristi” del fumetto non piacciono mentre agli altri sì. Credo che i puristi pensino che col fumetto si possa raccontare e trattare qualsiasi argomento per cui un graphic novel dovrebbe contenere soltanto… fumetto. Personalmente credo che ci siano cose che funzionano meglio a fumetti e altre in prosa per cui… perché non utilizzare entrambi gli strumenti?  
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So che non è bello prendere frasi di qualcuno e commentarle senza che l'autore posso a sua volta ribattere, ma non avendo il numero di telefono di Chester... (e avendo una conoscenza dell'inglese che probabilmente non mi consentirebbe un'intervista con lo stesso...) eccomi qui a chiosare [e chiocciare] e contestare.
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Non so se sono un "purista del fumetto", ma a parte From Hell del sommo Alan Moore (che essendo appunto Sommo è per definizione incontestabile, per lo meno da me) non ho mai trovato che le storie a fumetti avessero bisogno di "note", se non eventualmente quando inserite in contesti extra-fumettistici destinati quindi non alla mera lettura, ma all'analisi, al confronto/paragone o a quel che volete (a uno studio critico, insomma). Penso che i fumetti si reggano su se stessi. Forse è un'idea un po' rigida, ma a tutt'oggi la penso così.
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Forse Chester Brown intende questa sua opera come uno studio critico, e se così è a mio parere lo studio non è riuscito. Il fumetto è molto riuscito e, come detto sopra, è molto bello; ma se fosse inteso come studio o dimostrazione di una tesi,non ci siamo. E la cosa la si fa anche un po' troppo "pagare" al lettore/lettrice.
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Due sono le idee principali sostenute dall'autore di Maria pianse sui piedi di Gesù:una di esse è accattivante ma non dimostrata e anzi un po' naive, l'altra - a mio giudizio - si basa su congetture magari affascinanti, ma completamente assurde. Entrambe, secondo l'autore, sono deducibili dalla lettura della Bibbia:
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1) Dio, il dio biblico s'intende, preferisce le persone "liberamente pensanti" invece di quelle "ciecamente obbedienti"; idea "progressista", ma sfatata da centinaia di passi e dell'Antico e del Nuovo Testamento;
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2) La madre di Gesù era evidentemente - proprio ovvio e acclarato, secondo l'autore - una prostituta.
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Questa teoria così affermativa mi ricorda un certo, vetusto, anticlericalismo ottocentesco italiano che per quanto ideologicamente comprensibile (da me, per lo meno) spesso otteneva l'effetto contrario di quello sperato, suscitare ilarità invece che l'auspicata diffusione di un anticlericalismo cosciente e politicamente efficace...
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Io non sono cristiano quindi l'ipotesi/idea che la madre di Gesù (la cui esistenza di entrambi i personaggi è tutt'altro che storicamente accertata) fosse una prostituta non mi scandalizza né mi offende in alcun modo.
Il mio interesse storico culturale per le religioni è tutt'oggi intensissimo - e essendomi associato per motivi di studio qualche anno alla, diciamo così, "estrema sinistra" del cristianesimo (valdesi), ho praticato assai la Bibbia e un po' di studi biblici fatti con estrema serietà e scevri da qualsivoglia fanatismo o fondamentalismo. 
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Ora, affermare con sicurezza, tramite lo studio dei testi biblici [la Bibbia - specialmente il così detto Nuovo Testamento è un testo (una serie di testi, ovvio) che ha in sé stesso le proprie fonti, non essendo appunto un libro di storia] che: 

la madre di Gesù era una prostituta, che Gesù fu consacrato come Cristo da una prostituta e che Gesù sosteneva che la prostituzione fosse di giovamento per la società.
mi pare francamente un po' ridicolo, abbastanza infondato e nemmeno poi così originale (era infatti una delle tante accuse fatte da alcuni pagani ai primi cristiani: "il vostro così detto "dio" è il figlio di una puttana") e mi sembra invece un voler vedere ovunque l'oggetto della propria personale ossessione. Non ricordo proprio, inoltre, dove poi, nei Vangeli e nel resto del Nuovo Testamento, Gesù abbia mai detto che la prostituzione fosse di giovamento per la società...
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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A dimostrazione e integrazione delle sue idee Chester Brown colloca alla fine di Maria pianse sui piedi di Gesù quasi cento pagine di note.
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Come l'autore stesso dice nell'intervista sul sito smokyland: "le note si possono leggere a integrazione del fumetto oppure si possono saltare", certo questo è vero, così come chiunque può decidere di leggere qualsiasi cosa a pagine alternate o capovolgendo il libro, ma per il lettore/lettrice "saltare le note" vorrebbe anche dire aver pagato per quasi cento pagine (su 270) la cui fruizione non è particolarmente gradita. Inoltre una delle nove storie di cui è composta l'opera a fumetti - una delle più lunghe, per altro - si trova proprio in mezzo alle note e saltarle a pié pari potrebbe significare perdersi quella storia.
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Le note, infine, non sono segnate come normalmente avviene, ossia con un riferimento visibile sito nel passo (vignetta) che si sta leggendo e che rimanda, magari con una certa precisione e un numeretto, alla nota, ma sono invece collocate al fondo del libro, dopo la postfazione e i ringraziamenti e la lettura del fumetto alternata alle note risulta niente affatto agevole, se non proprio fastidiosa.
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Essendo poi il volume di piccole dimensioni - dimensioni per altro perfette per il tipo di narrazione contenute in esso - le quasi cento pagine di note risultano difficilmente leggibili per chi, come il sottoscritto, soffre di anzianità e vista-non-proprio-perfetta...
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Maria pianse sui piedi di Gesù - Chester Brown
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Ma quindi, alla fine, lo consiglio o no Maria pianse sui piedi di Gesù di Chester Brown?
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Certo che sì, perché come ho detto sopra come fumettista Chester Brown è capace di raccontare in modo originale, affascinante e accattivante; perché le nove storie si bevono d'un fiato e fanno riflettere; perché le note, per quanto soggettivamente le abbia trovate eccessive e collocate non proprio nel modo migliore, sono comunque uno strumento che superato il disagio, può diventare utile per l'approfondimento, la riflessione e anche per contestare le idee proposte dall'autore.
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Sono consapevole che Maria pianse... non è un libro per tutti/e, l'argomento trattato e il modo di affrontarlo - e anche di narrarlo - possono non essere a prima vista così attraenti per un certo tipo di pubblico... ma fumettisticamente parlando, si tratta di un'opera esteticamente molto bella e pienamente riuscita e l'argomento, per quanto non popolarissimo e forse non particolarmente adatto a persone giovanissime, è assai interessante.
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Note:
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[1] E' lapalissiano che ognun* fruisce dei fumetti nel modo che più le/gli aggrada; nel mio caso io amo i fumetti che rispecchiano il mio modo di intenderli e perché, la maggior parte delle volte, producono un effetto estetico-emotivo nella mia mente (e nella mia vista) trasportandomi in un luogo virtuale in cui la realtà, sebbene richiami la nostra realtà, è differente. Nella nostra realtà nulla - per esempio - ha i bordi neri come nei fumetti. 
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Quando leggo i fumetti di Superman cerco un "qualcosa" che, ovviamente, non esiste nella realtà, sono le emozioni che chiedo di provare che devono essere "realistiche", voglio leggere fumetti in cui si veda bene che si tratta di fumetti e contemporaneamente io mi senta trasportato in un "altro mondo". 
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Il modo di disegnare, ad esempio, di Alex Ross, che mi mostra impietosamente (giudizio mio) le pieghe del costume di Superman - o le sue rughe - fa l'esatto contrario, ossia trasporta nella mia realtà vera persone e situazioni che sono impossibili e, in quel caso, la mia "sospensione dell'incredulità" fa una dannata fatica a funzionare; talmente tanta fatica che lascio perdere e, quasi a priori, non leggo fumetti "iperrealistici".
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[2] Questa mia idea non ha nulla a che vedere con "regole morali" o cose del genere, tanto meno col negare un tipo di sessualità "non convenzionale" o col voler imporre la monogamia come regola generale. Questa mia idea ha invece a che fare con lo sfruttamento, con un concetto maschilista e utilitaristico della donna [vergine, madre o puttana: ricordate?... No che non ricordate, siete troppo giovani...], con l'orribile senso di "appestate" che, volenti o nolenti, circonda la maggior parte delle prostitute in queste nostre società attuali. Le prostitute, oggi e in queste società capitalistiche, sono merce. Dove sta la "libertà di scelta"?
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[3] Da quali libri della Bibbia sono tratte le 11 storie: 
Caino e Abele: Genesi cap. 4; 
Tamar: Genesi, cap. 38; 
Rahab: Giosuè, cap. 2
Rut: Rut, dal cap. 1 alla fine; 
Betsabea: Samuele II, cap. 11; 
Maria madre di Gesù
I Talenti: Matteo 25:14-30; 
Maria di Betania: Giov. 12:3, Matteo 26:6-13, Marco 14:3-9
Matteohttps://it.wikipedia.org/wiki/Vangelo_secondo_Matteo
Il Figliol Prodigo: Luca 15:11-32; 
Giobbe: Libro di Giobbe, dal cap. 1 alla fine.

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L'esame di GiobbeSatana riversa le piaghe su Giobbe, dipinto di William Blake per il Libro di Giobbe, 18261827Tate GalleryLondra.




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15 commenti:

  1. Mmm penso proprio che questo titolo non faccia per me :/
    Neanche io amo uno stile "troppo" realistico, ma dipende sempre dall'autore e dall'equilibrio che riesce a creare (mi piace il realismo di Sakamoto in The Climber, per esempio, ma non reggo quello di molti fumetti Bonelli che ho visto in giro), in questo caso però, almeno da qustee poche vignette che ho visto,lo stile di Maria piange... non mi trasmette nulla. I volti di tutti i personaggi mi sembrano vuoti, puntati sul vuoto. Non so quanto sia voluto, ma preferisco dei disegni brutti e sproporzionati a uno stile a prima vista mi lascia totalmente indifferente.
    Oltretutto non condivido la questione sostenuta dall'autore del "non tutte le storie sono adatte per un fumetto". Secondo me ci sono storie che possono essere poco adatte a un certo stile di fumetto (la commedia non-sense con lo stile di questo Alex Ross, per esempio XD), però il fumetto e la prosa hanno due linguaggi diversi sì, ma ugualmente completi. Una storia non verrà mai raccontata nello stesso modo, figuriamoci usando due mezzi tanto diversi, ma questo non vuol dire che non sia possibile farlo adattando la storia al mezzo e viceversa (un giusto equilibrio insomma). Inserire storie intere tra le note lo vedo un po' come un fallimento del narratore, che non ha saputo usare i mezzi a sua disposizione, o che comunque ha fallito nel "mascherare" questa sua incapacità. Mi spiego meglio: se secondo lui una storia non andava bene per il fumetto, poteva creare un albo misto prosa/fumetto e non relegare la prosa alle "note". Avrebbe presentato il titolo in modo più interessante secondo me, senza svilire nessuno dei due mezzi.

    Sulla questione religiosa non mi intrometto perchè non sarei affatto preparata in materia, mentre sulla questione della prostituzione mi trovi d'accordo con te.
    Se in mondo ipotetico in cui non ci fossero pregiudizi in merito e una persona potesse prostituirsi per sua scelta senza essere sfruttata o pagarne le conseguenze, ben venga! Ma purtroppo il nostro mondo non funziona così...

    Come sempre post interessantissimo che fornisce più spunti di riflessione! Fa sempre piacere leggerti!
    A presto! ;D

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    1. Cara Millefoglie,
      il tuo "commento" ha lo spessore di un vero e proprio post, e di questo ti sono molto grato. Devi sapere che quando ho pubblicato questo articolo ero abbastanza convinto che le tutt* l'avrebbero trovato noiosissimo... Però sono contento di averlo pubblicato, perché a livello soggettivo "mi sono tolto qualche sassolino dalla scarpa" :D
      La critica che fai allo stile di Brown non è isolata (anche un altro commento qui sotto ne conviene) e obiettivamente posso comprenderla, ma come sai sullo stile i giudizi - al di là delle questioni squisitamente tecniche - sono così personali.
      Personalmente anche quei volti inespressivi mi parlano, però come ho ammesso subito io amo gli stili "fumettistici", anche in modo un po' esasperato, diciamo.

      Concordo in pieno con te sul discorso prosa-fumetto e sul discorso sul parziale fallimento dell'autore se ha così bisogno di così tante note; trovo che il discorso "il lettore/lettrice se vuole può ignorarle" non abbia molto senso: se le metti vuol dire che è necessario leggerle, altrimenti non metterle, no?

      Alla fin fine a me il volume è piaciuto (anche come oggetto: ha un formato particolare e una rilegatura, come dire, "lussuosa", che giustifica il prezzo non proprio economico; la carta è superba e la stampa anche... e poi io comunque amo il suo stile ^___^), ma non potevo né soprattutto volevo tacerne quelli che secondo me sono difetti. E ci tenevo a distanziarmi dalla sua idea in merito alla prostituzione, sia rispetto alla Bibbia che alla sua posizione personale, che comunque porta avanti nelle sue opere.

      Grazie infine per le tue belle parole che mi fanno quasi decidere di smetterla con le ca**ate "chiudo il blog/non chiudo il blog" :D
      A presto!

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    2. Il bello del fumetto (e della narrativa e dell'arte in generale) è che parla a tutti in modo diverso, e questo rende la conversazione ancora più stimolante! ^^
      Secondo me, per quanto riguarda lo stile, è anche questione di abituarsi, nel senso che forse, avendo davanti un volume intero disegnato in questo stile e con contenuti interessanti, riuscirei a contestualizzarlo e a capirlo meglio :)

      Se lo chiedi mi ritrovi sotto casa tua col forcone u_ù
      A presto! ;D

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    3. ...e sappiamo bene che NESSUN* vuol trovarsi Millefoglie sottocasa col forcone!!! :D
      A presto!

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  2. Distante eoni dai miei gusti, ma è sempre piacevolissimo leggere i tuoi post. :-)

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    1. A maggior ragione, caro Lello, le tue parole mi fanno piacere, molto!
      Anch'io sto leggendo con molto interesse i tuoi post su La Torre Nera di Stephen King, pur non avendo mai letto neppure uno dei romanzi del ciclo.
      Grazie di cuore!

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  3. Confesso di non aver letto nulla di Chester Brown, per cui il mio è un parere solo su alcuni dei punti che hai evidenziato nel post, piuttosto che sull'opera di per sè.
    Non c'è mai libertà nella prostituzione, al di là di quanto possano dire clienti e sostenitori della legalizzazione.
    Circa il discorso su note o meno in un fumetto, la vedo come te: le trovo molto utili laddove servono come approfondimento critico, contestualizzando un'opera; a volte, addirittura, impreziosiscono un volume, proprio perché permettono di cogliere aspetti che potrebbbero passare inosservati al lettore non preparato (pensiamo ad un fumetto giapponese di ambientazione storica: potrebbero esserci riferimenti difficili da comprendere dal lettore occidentale che non conosca l'argomento); in questo caso, invece, sembrano siano necessarie a "spiegare" il fumetto in senso quasi letterale, cosa che non mi convince più di tanto....
    Per Alex Ross(dato che ultimamente lo nomini spesso): lo conosco solo per alcune illustrazioni per l'edizione americana dei Gatchman: alcune sono davvero belle copertine, ma in effetti un intero albo così, non so se mi piacerebbe.... Sembra anche che il poster del prossimo film sulla Justice League sia ispirato proprio a Ross...

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    1. Cara Hana,
      le note nei manga (quantunque spesso le odio perché sono scritte in caratteri così minuscoli che mi tocca prendere la lente d'ingrandimento...) sono bene accette proprio per il discorso cui accennavi: le nostre culture sono così diverse che in certe situazioni chi legge ha bisogno delle note per capire di cosa si sta parlando (una festa particolare, un tipo di abbigliamento, un rito...), quindi siano pure benvenute! :)
      Tutt'altro discorso nel volume di Brown dove le note, come evidenziava bene Millefoglie, rappresentano piuttosto una sorta di fallimento dell'autore nel raccontare una storia a fumetti.

      ...davvero ultimamente cito spesso Alex Ross?... Forse inconsciamente cerco la rissa, visto che è uno dei disegnatori (io lo definirei più un illustratore, comunque) più amati! :D
      Grazie miller per il tuo commento e a presto!

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  4. Non sono mai riuscito, per incompatibilità estetica, a leggere Alley Oop, quindi non riuscirei a leggere neanche questo fumetto dove certi volti sembrano prelevati direttamente dalla strip di Hamlin.
    A parte ciò ho apprezzato moltissimo la tua recensione, oggettivamente bella, sebbene condivida solo in parte il tuo discorso sulla prostituzione. Sarei infatti più che favorevole a una riapertura delle case chiuse, nel caso divenisse in futuro oggetto di voto.

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    1. Caro Ivano,
      pensa che se editassero una ristampa italiana cronologica di Alley Oop io spenderei qualsiasi cifra per averla! :DDD

      Ti ringrazio moltissimo, e di cuore, per i complimenti :)
      A presto!

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  5. Alex usa modelli per i suoi comics. A volte li pesca tra i familiari. Suo padre ha prestato il volto vagamente alla Jase Robards a non mi ricordo quale personaggio di Marvels. Sta cercando da anni di convincere Chester Brown a posare come Riff Raff nella riduzione a fumetti di The Rocky Horror Picture Show per la Dymanite Comics che è ormai la casa del cartoonist di Astro City e Kingdom Come. Vedremo. Dave Cronemberg vorrebbe Ches al fianco di Will Patton per un remake di Inseparabili in cui i due fratelli non sono gemelli omozigoti, ma alla fine sono identici.
    Io spero solo che lascino il tempo a Ches per terminare il suo fumetto in cui Frank-N-Furter non è uno scienziato in grado di creare un Rocky da amare e così è costretto a pagarlo.

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  6. Ciao Orlando!
    Come penso tu possa immaginare, essendo io una novellina nell'universo-mondo fumettistico, non conoscevo quest'autore né tanto meno l'opera che hai recensito, perciò intanto è stato un vero piacere leggere questo post, così ricco di spunti di riflessione.
    Ammetto che, per gusto personale, non è una lettura che mi attiri particolarmente, ma sono d'accordo con te che nella vita faccia bene affrontare anche letture scomode, che cozzano col nostro modo di pensare e ci destabilizzano un po'. Credo che letture simili permettano, fosse anche in minima parte, di imparare a conoscere meglio noi stessi e definire con più chiarezza cos'è che pensiamo di determinati argomenti.
    Per quanto riguarda il discorso sulle note, non mi sono mai trovata ad affrontarne molte in un fumetto, quindi non saprei proprio cosa pensarne. Mi viene solo subito in mente il Re indiscusso delle note a fondo pagina, ovvero David Foster Wallace, hai letto qualcosa di suo?

    E comunque, tanto per accodarmi a Millefoglie, se chiudi il blog arrivo anch'io sotto casa col forcone, sappilo u_u

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    1. Ciao Julia.
      Innanzitutto ti ringrazio moltissimo per le belle parole che hai speso per questo mio post (che pensavo, invece, avrebbe annoiato tutt* ...) :)
      Sarai anche una "novellina", ma le tue recensioni sui manga sono belle, ben fatte e interessanti (sì... ieri ho comprato tutti e 5 i volumetti di Bugie d'Aprile! ^____^).
      Anch'io credo che Chester Brown non sia una lettura particolarmente attraente così, di primo acchito: come hai visto anche dagli altri commenti, il suo stile non è particolarmente gradito, e certamente non è "accattivante". Io lo amo molto, ma sono il primo a pensare che se l'avessi conosciuto in un altro momento della mia vita di lettore, forse non l'avrei considerato granché.
      Talvolta anche a me stupisce quanto consenso Chester Brown raccolga nel comicdon fumettistico mondiale (è considerato uno dei più grandi fumettisti della scena "indipendente") e la gran parte della critica qualificata lo adora. Sono in buona compagnia, insomma :DDD
      Il discorso note, croce e delizia di tante persone che leggono molto [es: nei saggi che leggo, adoro le note a fondo pagina; ODIO (odio!) quelle scritte a fondo libro; tollero mugugnando quelle collocate a fine capitolo...] in effetti è complesso, ma continuo a trovare molto giusto quanto scritto da Millefoglie qui sopra.
      Infine... nella letteratura contemporanea io non ho delle lacune, ho invece delle laGune, viste le dimensioni ciclopiche della mia ignoranza... Oltre ai fumetti, la maggior parte delle mie letture verte su saggi, classici e pooochi (proprio pochi...) romanzi contemporanei e ahimé un mio approccio con Foster Wallace non c'è ancora stato. Se non mi fai causa, ti confesso anche che, oggi come oggi, non mi attira granché: ho letto molti articoli su di lui e i suoi romanzi (soprattutto perché persone che stimo e che hanno gusti letterari che rispetto moltissimo lo adorano), ma per ora la scintilla non è scattata. Tieni però conto - mi sto biecamente giustificando - che la lettura dei saggi sugli argomenti che mi interessano mi lascia proprio poco tempo per leggere altro, ecco... :)
      Dulcis in fundo, già l'idea di Millefoglie col forcone mi terrorizzava, ma pensarvi addirittura in due, mi atterrisce, quindi cedo alla violenza! :DDD
      Grazie ancora, a presto.

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    2. Ma grazie a te per questi commenti, tanto inaspettati quanto graditi! >_< spero proprio che Bugie d'Aprile ti piaccia e di non averti portato a fare una spesa di cui ti pentirai, attendo ansiosamente il tuo parere!
      Non hai alcun bisogno di giustificarti! Il tempo da dedicare alla lettura non è infinito purtroppo, è giusto che ognuno lo occupi con ciò che maggiormente gli interessa. Anch'io spesso do priorità ai classici, però mi piace anche esplorare il panorama letterario contemporaneo, sia italiano che straniero. Tranquillo, non ti faccio causa XD tra l'altro non è che io abbia affrontato l'opera omnia di Wallace (anche se, pian piano, forse lo farò), ho letto soltanto una raccolta di racconti ed i suoi saggi, o per meglio dire raccolte di articoli. Mi permetto di consigliarti Una cosa divertente che non farò mai più, lettura breve, leggera (ma densa di riflessioni), il genio riversato per trattare argomenti all'apparenza così banali si spreca. Se la scintilla non scatta leggendo questo, puoi tranquillamente accantonare Wallace.

      Lieta che le minacce abbiano avuto il giusto esito :)

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