domenica 23 aprile 2017

E così conoscerai l'universo e gli dei


E COSI' CONOSCERAI L'UNIVERSO E GLI DEI

di Jesse Jacobs


volume unico
brossurato con alette
84 pagine, colori
traduzione a cura di Valerio Stivè


euro 10





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"Questa è la genesi secondo Jesse Jacobs, il suo personalissimo mito della creazione. [...] Un viaggio visivo in un cosmo popolato da divinità capricciose, competitive, ma anche dolci ed empatiche, che litigano tra di loro per il compito meglio riuscito e l’approvazione del loro supervisore..."
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Sarò sincero: un volume intitolato E così conoscerai l'universo e gli dei ha su di me un appeal spiegabile con la mia passione - credo nota, in questo luogo - per le Mitologie e le Cosmogonie. Senza scomodare papà Jung, e prima ancora di averlo letto (non necessariamente compreso), ho sempre pensato che ogni Cosmogonia sia, come dire, lecita al limite del reale; o meglio: reale in altre dimensioni, come quella del sogno. O dei fumetti.
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Ho avuto, oltre al titolo, un altro grosso stimolo all'acquisto e cioè la Casa editrice: Eris Edizioni è a mio avviso una delle realtà editoriali più vivaci e stimolanti del panorama italiano per quanto riguarda la produzione di fumetti, diciamo così, "non necessariamente mainstream" [1].
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Altri volumi di questa Casa editrice torinese sono nella mia wishlist (provvederò quanto prima); certamente uno dei primi titoli che andrò ad acquistare sarà l'altra opera di Jesse Jacobs "Safari Honeymoon", di cui sicuramente vi racconterò non appena mi sarà possibile.
Ora però torniamo al libro in questione.

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E così conoscerai l'universo e gli dei (titolo orginale: By This Shall You Know Him) è la prima opera di Jesse Jacobs che leggo, e non è difficile - anche per me novellino - cogliere i numerosi e potenti riferimenti alla psichedelia (anche guardare il suo fantastico blog aiuta a cogliere i riferimenti agli stati alterati di coscienza); sempre sul suo blog si possono vedere i suoi numerosi rimandi a divinità di vari pantheon... e a forme di spiritualità archetipiche, ancestrali.

Nei suoi disegni, spesso geometricamente assai complessi, si possono trovare [echi di] simboli cabalistici, buddhisti, mesoamericani; senza dimenticare le influenze dell'underground statunitense (Basil Wolverton e Mad magazine per esempio)... 
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Tutto questo è mediato da Jesse Jacobs attraverso uno stile molto personale, moderno e in definitiva originale, che "rimanda a", ma "non somiglia a", crea dei legami psichici ed estetici - per chi voglia lasciarsi un po' andare a una lettura non meramente letterale, ma appunto simbolica - con mondi e situazioni in potenza presenti in ogni tempo e in ogni dove.
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E così conoscerai l'universo e gli dei è una nuova Cosmogonia che si sviluppa prendendo forma davanti ai nostri occhi, tavola dopo tavola; un nuovo Libro della Genesi che parte da nuovi e ancor più capricciosi presupposti rispetto ai Libri delle Genesi conosciuti e meno conosciuti.
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Come tutte le Cosmogonie e tutti i Libri della Genesi - tutti, nessuno escluso, libro di Jesse Jacobs compreso - una delle forze propellenti dell'evoluzione, del cambiamento post-creazione, è la violenza: gli dei, supremi o meno che siano, in fondo non fanno che giocare per sfuggire alla divina noia cosmica, è così in tutte le religioni, "organizzate" o no.
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La prima vignetta del libro, a saperla leggere, ci fa intuire che ci troviamo davanti a una concezione dell'Universo senz'altro più vicina a quella hindu-buddhista che non a quella, diciamo così, monodirezionale giudeo-cristiana cui siamo senz'altro più "abituati". E si può immaginare quanto la cosa mi abbia fatto piacere...
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Dunque Ablavar, Zantek e Blorax - le tre divinità protagoniste di questa nuova cosmogonia - approntano una nuova manifestazione dell'Universo, sotto gli occhi attenti del loro "Supervisore". 
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Se quest'Ultimo ha un atteggiamento che potremmo paragonare a quello dell'Osservatore (Uatu, il testone gigante del Marvel Universe), le tre divinità sono invece molto attive e profondamente diverse tra loro: in ognuna di Esse sono predominanti caratteri che conosciamo molto bene: Blorax sembra amare le sue creature, con le quali appare quasi dolce e affettuoso; Ablavar è più freddo e sperimentale; Zantek invece è un vero pezzo di merda; ma d'altronde le divinità - tutte - sono così, capricciose, sovente abusano vergognosamente della loro (presunta) onnipotenza. E, com'è ovvio, non temono conseguenze per i loro atti mostruosi.
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D'altronde per creare, o ri-creare, un intero Universo, probabilmente sono necessarie tutte le qualità, anche le peggiori. In molte Cosmogonie le divinità non si fanno scrupoli a gettare tutto nella spazzature se i primi tentativi di Creazione non paiono loro venuti "bene".
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[Giusto per fare un esempio: mettere un albero strafico in un giardino bellissimo e proibire agli abitanti di cibarsi dei suoi frutti, senza peraltro spiegarne bene i motivi, sapendo perfettamente che gli abitanti non ce la faranno ad ubbidire e poi per punizione inventare la morte! Ma il pensiero di aver esagerato un attimo con la punizione no, eh?...]
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Insieme agli dei in questo nuovo Universo ci sono anche gli Ani-Mali e gli U-Mani. Nulla di ancora ben definito, ma diciamo che possiamo tranquillamente riconoscerci, soprattutto nella loro idiozia e nella crudeltà di questi ultimi.
In mezzo, forse - le interpretazioni possono essere molteplici, così come i livelli di lettura di
E così conoscerai l'universo e gli dei - delle figure semidivine o semiumane e comunque già coscienti della loro esistenza e della loro "superiorità" sugli Ani-Mali, verso i quali non mancano di esercitare il proprio spietato dominio.
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Cuccioli spaventati - sia Ani-Mali che U-Mani - sgambettano insicuri in un Universo sperimentale ancora in formazione, nel quale le divinità camminano tra gli esseri mortali mentre pazzesche geometrie compaiono nei cieli come spaventose teofanie psichedelico-alchemiche, gigantesche danze chimiche, mimesi misteriose di danze evolutive... sino a giungere a una "fine" che è soltanto però la fine di questo volume, ma è l'Inizio per un intero mondo...
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I disegni potranno essere "semplici", ma semplice non è la lettura di questo libro, né indolore; la Creazione (di una nuova Cosmogonia) non è mai "semplice" né priva di sofferenza. 
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Le senzazioni provate durante la lettura, e la ri-lettura, di E così conoscerai l'universo e gli dei potranno anche risultare particolarmente intense: personalmente posso tranquillamente confessare di essermi commosso in un paio di punti e di aver avuto qualche sensazione di vertigine in determinate situazioni. Mi rendo conto di essere particolarmente coinvolto nell'argomento generale del libro, ma mi rendo anche ben conto che - come dicevo poco sopra - l'esistenza di diversi livelli di lettura mi hanno forse portato a sceglierne alcuni trascurandone altri. Così come sarà per ogni persona, io credo, che deciderà di leggere questo libro.
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Questo magnifico lavoro di Jesse Jacobs è molto lontano, a mio parere, dal concetto (che personalmente non amo molto) di "intrattenimento": la lettura è appassionante e contemporaneamente da il via a una serie di riflessioni che saranno differenti per ogni lettore e lettrice, ma che certamente non mancheranno e non saranno superficiali.
E' un libro che lascia molto, a prescindere dal differente grado di sensibilità che uno/a può provare rispetto agli argomenti trattati.
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D'altronde io credo che un libro che si intitola E così conoscerai l'universo e gli dei non può non attirare l'attenzione di un certo tipo di pubblico, quello più disposto a uscire dai soliti binari dell' - appunto - "intrattenimento". Oltre naturalmente a coloro, e sono molti, che, come il sottoscritto, sono affascinati e attratti da una serie di tematiche che parole come "dei" e "Universo" fanno immediatamente emergere alla mente.

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Un'ultima cosa prima di augurarvi buona lettura: voglio ricordare ancora che QUI ci si può deliziare con il molto psichedelico blog di Jesse Jacobs .
Buona lettura.
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Note:

[1] Ho parlato di ERIS Edizioni anche QUI, QUO e QUA
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7 commenti:

  1. Era da tanto tempo che non sentivo più nominare quel gigante del fumetto che fu Basil Woolverton, l'ultima volta fu nel 1990 quando la Comica Art presentò alcune storie a fumeti del maestro all'interno della rivista "Horror", ma erano altritempi

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    1. Caro Nick, che ridda di ricordi hai scatenato col tuo commento! :) Horror per me resta la miglior rivista antologica: fu lì che conobbi Sandman, nella sua prima pubblicazione italiana. La qualità delle storie era sempre molto alta già prima del Signore dei Sogni, grazie soprattutto alla direzione illuminata del grande Luca Boschi (per inciso: la persona che stimo di più in assoluto del "mondo del fumetto").
      Per dirti il livello di "fanatismo": di Horror (e della successiva DC Comics Presenta) ne possiedo doppia copia :D (Lo so, sono matto ^___^).
      Per tornare al grande Basil Wolverton, tieni conto che l'associazione che ho fatto nello scritto è personale e soggettiva, non so se Jesse Jacobs sarebbe d'accordo con me ;)
      Grazie per il tuo commento Nick, a presto!

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    2. P.S. l'INDISPENSABILE blog di Luca Boschi:

      http://lucaboschi.nova100.ilsole24ore.com/

      (è anche lì a destra nella colonna dei miei preferiti, naturalmente)

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  2. Ma è bellissimoooo! *__* Zantek mi ha già affascinata XD
    Veramente interessante, lo annoto!
    I disegni tra il geometrico e il psichedelico mi piacciono molto, e gradisco particolarmente anche i colori freddi.

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    1. Cara Glò, Zantek è veramente stronzissimo! :DDD Però è proprio la sua stronzaggine a rendere ancora più interessante la storia, lo ammetto.
      Concordo con te sui disegni e i colori: mi piaccion molto e tieni conto che sulla carta rendono assai meglio che nelle riproduzioni che ho inserito nell'articolo.
      Tra gli altri fattori che, a mio parere, giocano a favore di "E così conoscerai l'universo e gli dei" ci sono il prezzo e la solita, ottima, cura generale del volume che è un "marchio" di Eris Edizioni!
      Spero che avrai l'occasione di dare un'occhiata al volume e che apprezzerai ;)
      Grazie Glò e a presto!

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  3. Sembra interessante. Oltre ai colori, mi piacciono molto le architetture aliene e non-euclidee, alla Escher.

    Devi dire che la Eris Edizioni, nonostante non si faccia esagerata pubblicità come altre case di fumetti (coff... Bao Publishing... coff) ha davvero un catalogo affascinante. Lo scorso anno ho recuperato al Lucca Comics "Hoarders" dietro tuo consiglio e si è rivelato un trip di quelli decisamente inattesi, molto più fuori di testa di quanto mi aspettassi :-D

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    1. Escher!!! Ecco di chi mi ero dimenticato!
      Grazie cara Coscienza per aver aggiunto un importante tassello al mio articoletto: è vero, quelle geometrie, quelle intersecazioni quasi senza inizio né fine ricordano molto certe costruzioni di Escher (artista che, perdonami!, non amo per nulla... ecco, probabilmente, perché "non mi era venuto in mente" ^___^).
      Sì, il catalogo Eris è affascinante e pian piano si sta arricchendo di sempre nuove opere interessantissime! Tra l'altro, che mai male non fa, si tratta di persone veramente appassionate e che non se la "tirano" per niente. Secondo me questo è un valore aggiunto :)
      Sono felice del tuo approccio a Hoarders, un'opera veramente impegnativa, un vero trip, hai usato l'espressione giusta, che però dà grandi soddisfazioni se ci si immerge nella lettura.
      L'autore di Hoarders ha fatto da poco uscire un altro lavoro, del quale spero di parlare presto su questo blogghino.
      Per quanto riguarda Bau, parlerò solo in presenza del mio avvocato...
      Grazie miller per le tue parole e a presto!

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