domenica 8 aprile 2012

L'Attacco dei Giganti - 1

L’Attacco dei Giganti, vol. 1 ("Shingeki no Kyojin") di Hajime Isayama
brossura, 200 pp., b/n, € 3.90
Panini Comics / Planet Manga, collana Generation Manga n. 1
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La copertina del manga: una crudele, mostruosa testa scorticata e fumante, la bocca dotata di infiniti denti, affrontata “in volo” da un ragazzetto armato; mi ha conquistato subito, sin da quando l’ho vista su Anteprima.
Trovo che sia un disegno molto potente, forte, violento, davvero affascinante. Non è da me comprare un fumetto solo ed esclusivamente per la copertina, ma quella copertina ha un “qualcosa” che incuriosisce e così, per farla breve, eccomi qui a scrivere alcune modeste considerazioni  non solo riguardo la copertina ma anche su quel che viene “dopo” di essa.
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Contro:
Cominciamo dai “contro” così ci togliamo subito il dente e via. Poi parleremo dei “pro” (e ce ne sono; anzi ce n'è uno fondamentale).
Copertina a parte, i disegni di questo manga non mi sono piaciuti.
Certe vignette (alcune le vedete in questa stessa pagina) mi hanno colpito per le palesi e sgradevoli sproporzioni anatomiche o, a voler essere più gentili, per l’estrema fretta con cui sono state eseguite. Non posso parlare di “stile” in quanto in altre tavole e vignette tratto e anatomia sono più curati, segno che l’autore se vuole è in grado di mettere maggior cura nel proprio lavoro.



I personaggi, protagonisti o comprimari che siano, sono graficamente molto stereotipati. La stereotipia grafica dei  personaggi  quando è ben gestita, voluta e ponderata – vedi gli “attori che recitano”, tipici della Principessa dei manga Rumiko Takahashi o del mio amato Mitsuru Adachi – può produrre ottimi risultati.
In questo caso specifico però mi sembra che i personaggi siano graficamente solo abbozzati, legnosi, rigidi e poco “vivi”. Al lettore potrebbe risultare difficile empatizzare con essi.
In alcune parti del manga invece il disegno è funzionale, interessante e più curato, come ad esempio nella raffigurazione dei giganti più grandi, quelli più spaventosi. Tanto è sciatta la raffigurazione della maggior parte dei giganti più “piccoli” - solo 15 metri - con “anatomie” al limite del ridicolo (o saranno deformazioni volute al servizio dalla storia?... mah!), volti appena abbozzati e tratto sporco, mal definito e "distratto", tanto sono meravigliosi e misteriosi i giganti più enormi - oltre 50 metri, m'è parso d'aver capito - come quello che troneggia sulla copertina!
Mani diverse? Tempi di consegna strettissimi? Troppo saké? Non saprei. Fatto sta che la forza di questo primo volumetto non sta certo nei disegni, a mio parere.

Pro:
Come anticipato poco sopra, il numero 1 de L'Attacco dei Giganti ha un "pro" che finisce  per mettere in ombra i "contro" di cui si parlava e che è la forza del manga: la storia.
Non credo che, in Giappone, una manga non eccelso nel disegno e con una storia mediocre avrebbe mietuto un tale successo, come quello che L'Attacco dei Giganti continua a mietere.
Emergere nel manga-world nipponico è una cosa tutt'altro che semplice: la spietatezza delle leggi di mercato, l'affollamento di autori e autrici emergenti, la crisi, i volubili gusti del pubblico rendono arduissimo il cammino verso il successo.
Non voglio dire "vox populi vox dei", ma credo che dati i fattori di difficoltà insiti nel mercato fumettistico giapponese - il più florido del mondo ma anche il più spietato - se un'opera prima riesce in qualche modo ad emergere è perché ha "qualcosa", nel bene o nel male, che riesce ad imporsi all'attenzione.
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Quel qualcosa, l'idea vincente che ha fruttato al ventiseienne Hajime Isayama - evidentemente non dotatissimo nel disegno - il primo premio al prestigioso Kodansha Manga Awards 2011, è un soggetto intrigante, una storia che affascina e che evidentemente tocca paure e desideri ancestrali molto potenti. [Nota autobiografica: la notte della lettura del manga ho avuto un incubo piuttosto spaventoso, nel quale combattevo contro i giganti!]

Come spesso succede nelle storie, a fumetti o meno, giapponesi o meno, il racconto è ambientato in un futuro avanti di oltre cent'anni da oggi, nel quale quella poca umanità sopravvissuta è costretta a trincerarsi dentro città difese da mura massicce e altissime per proteggersi dai giganti, una razza di enormi creature divoratrici di uomini.
I giganti apparvero un giorno dal nulla, sterminarono gran parte dell'umanità e da allora la tengono sotto scacco. Di essi non si sa molto, se non che ne esistono di vari generi, che forse non necessitano di divorare umani per nutrirsi, ma li divorano per il gusto del massacro, che non hanno organi riproduttivi...

E' proprio questa loro indeterminatezza, oltre che la loro quasi-onnipotenza, a terrorizzare l'umanità e a inquietare il lettore. Arrivano non si sa (ancora) da dove, né si può sapere quando compariranno a terrorizzare la città, non si sa perché fanno quello che fanno e soprattutto non si sa ancora come sconfiggerli.
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Esistono naturalmente delle truppe scelte di uomini e donne che si addestrano duramente per combattere i mostri, di cui fanno parte i due protagonisti di questo manga: Mikasa Jaeger - ragazza dotata di una enorme forza fisica - e suo fratello Eren. I due sono stati resi orfani da un attacco di giganti alla loro città e decidono quindi di arruolarsi nella Gendarmeria per cacciare i giganti e rendere finalmente il mondo libero da quest'orrore.
Purtroppo Mikasa, Eren e gli altri characters soffrono della legnosità e scarsa empatia di cui si parlava poc'anzi; inoltre il tratto incerto dell'autore non aiuta nell'identificazione precisa dei vari personaggi.
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L'umanità come preda non è certo un concetto nuovo; l'umanità come preda di giganti mostruosi che dominano il pianeta è invece un'idea abbastanza originale e senz'altro stimolante che se ben gestita può generare interessanti e affascinanti percorsi narrativi.
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Qualche altro "contro"...
L'ottima idea di partenza de L'Attacco dei Giganti non rende però questo primo numero scevro da qualche difetto di sceneggiatura, direi tipico degli esordienti: càpita che durante la lettura ci si trovi improvvisamente sbalzati in situazione non chiarissime... Altri "buchi" riguardano alcuni aspetti della storia davvero poco chiari (ma in oltre cent'anni dalla comparsa dei Giganti, possibile che questi sciocchi umani non siano stati in grado di inventare nulla di efficace per contrastarli?), che però non rendono impossibile la lettura. Si spera comunque che l'autore abbia sistemato questi difetti con il prosieguo della serializzazione.

Ogni tanto in mezzo alla storia l'autore inserisce una paginetta di spiegazioni varie (disposizione delle città, armi, varie informazioni) che dovrebbero accentuare il realismo della narrazione e aiutare il lettore a immergersi di più nella storia. Non sempre quest'operazione ottiene l'effetto desiderato.
Alcune delle cose non chiare potrebbero essere solamente non ancora chiarite; anche per questo mi sento di ammorbidire il giudizio e dare una seconda possibilità al manga.
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Ma allora perché, con tutti i recenti, meravigliosi acquisti dei quali bramo di raccontare, mi sono messo a scrivere queste considerazioni su L'Attacco dei Giganti? Evidentemente - non mi viene in mente altra spiegazione - questa storia mi ha colpito moltissimo, più di quanto io stesso possa immaginare.
Mi sento infine di consigliare questo manga solo agli/alle amanti del genere horror-non-ben-disegnato.
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Ultima considerazione: se davvero L'Attacco dei Giganti secondo Panini Comics è: "L’evento manga del 2012, lo shonen d’azione più emozionante e travolgente degli ultimi anni, premiato in patria con il prestigioso premio Kodansha come “miglior manga per ragazzi”, come mai è presentato in italia in un'edizione così modesta, a voler essere gentili?...
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2 commenti:

  1. Su consiglio di un amico ho reperito l'anime in giapponese sottotitolato in italiano... dico solo che tra le 17.00 e le 20.30 ho visto otto puntate interrompendomi solo 20 minuti per cenare. E' una droga! Ed è pure disegnato bene a differenza di quel che mi pare del manga!

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    1. Ho visto la prima puntata dell'anime, per ora, e non mi dispiace (anche se, come al solito, nel manga c'è più approfondimento e blablabla; perlomeno questa è la prima impressione).
      Sì, il disegno del manga è quantomeno "povero", ma lo trovo veramente affascinante! Mi ha in effetti stupito tutto questo successo a fronte di un disegno diciamo non proprio accattivante...
      Mo' vado a procurarmi qualche altra puntata dell'anime! :-D

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